Crema per vulvovaginite: Classifica delle migliori, guida alla scelta e prezzi

Le creme specifiche per vulvovaginite sono dispositivi medici o para-farmacologici che aiutano a contrastare e a prevenire i sintomi di una delle patologie più diffuse in ambito di salute intima femminile.

Il termine vulvovaginite non indica, come qualcuno potrebbe osservare, una ridondanza terminologica, bensì un disturbo anche piuttosto grave molto del basso tratto vaginale e che coinvolge due aree anatomiche contigue ma ben distinte: vulva e vagina.

Cosa si intende per vulvovaginite:

 

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La vulvovaginite indica, dunque, una patologia, passibile di diversi livelli di gravità e intensità, che riguarda contemporaneamente sia la vulva che la vagina.

Si tratta di un’infiammazione più o meno palese che può provocare disturbi lievi, di media o grave entità, che, col tempo e la scarsa attenzione, possono degenerare e acutizzarsi, fino a cronicizzarsi e a ripercuotersi su altri organi e sistemi funzionali fisiologici, rendendo sempre più difficoltosa la terapia domestica.

L’infiammazione, dapprima, può presentarsi sotto forma di prurito, bruciore e lieve disconforto, soprattutto durante la minzione o i rapporti sessuali.

Col passare del tempo, se non adeguatamente trattata, la vulvovaginite può degenerare, palesandosi anche attraverso perdite vaginali, sempre più consistenti, maleodoranti e fastidiose.

Queste ultime possono presentare caratteristiche cromatiche e olfattive diverse, per cui non sempre è facile riconoscerle, se non a fronte di una visita specialistica e analisi di laboratorio svolte sul tampone vaginale.

In linea generale, le perdite connesse dalle vulvovaginiti possono essere descritte come extra-produzioni di muco denso e pastoso, solitamente biancastro, giallognolo o verdastro, in alcuni casi contenente tracce ematiche scure e caratterizzato da un tipico con odore acido e pungente.

Senza un’adeguata terapia, i bruciori, i pruriti e gli arrossamenti possono peggiorare, fino a portare alla formazione di lesioni, abrasioni e vescicole, causando un sensibile turgore e visibile ispessimento di tutta l’area.

Cause e conseguenze della vulvovaginite:

Crema per vulvovaginite benefici

Risalire alle cause di una vulvovaginite può, dunque, risultare talvolta piuttosto complicato.

Indubbiamente una delle prime cause delle infiammazioni dell’area vulvovaginale può essere connessa a questioni anagrafiche e di menopausa.

Dopo i 40 anni la produzione fisiologica degli estrogeni tende a diminuire e, con essa, i livelli di protezione naturalmente prodotti dall’organismo.

Con l’avanzare dell’età, inoltre, anche i muscoli vaginali tendono a perdere di tono ed elasticità: ne conseguono il rimpicciolimento e l’atrofizzazione di labbra e clitoride, una variazione anche notevole del pH e, di conseguenza, un’importante riduzione della lubrificazione spontanea.

Il pH, a sua volta, risulta essere il maggiore responsabile dell’abbassamento delle difese immunitarie: neutralizzandosi (in menopausa i suoi valori possono passare dai 3,8/4,5 a 7), infatti, facilita la comparsa di infezioni e irritazioni che, a loro volta, possono innescare un processo di infiammazione da vulvovaginite.

In generale, dunque, le cause principali della vulvovaginite possono essere distinte in alcune categorie principali, tra le quali le più diffuse sono: cause non infettive e infettive, fisiche e psicologiche.

  • Cause non infettive

Le cause non infettive rappresentano circa il 30% dei casi riconosciuti di vulvovaginite e sono connesse, per lo più, alla variazione del pH vaginale.

L’acidità delle mucose può venire facilmente alterata da squilibri ormonali e della flora batterica: sarà dunque opportuno indagare i livelli di estrogeni nel sangue oppure la quantità di lattobacilli nelle mucose.

  • Cause infettive

La vulvovaginite viene favorita poi anche dall’aumento dell’acidità delle mucose e dei tessuti interni: ciò può essere causato dal ristagno ematico durante il ciclo mestruale o dello sperma, in seguito a rapporti sessuali non protetti da profilattico.

Tuttavia l’alterazione della flora batterica, a cui spesso è dovuto l’insorgere delle infezioni, può essere causata anche da scarsa, eccessiva o non corretta igiene intima, dall’uso di farmaci (quali antibiotici e cortisonici), da scorrette abitudini alimentari e da diete troppo drastiche.

Igiene intima, attività sessuale, funzionalità metabolica e intestinale sono solo alcuni dei fattori, oltre ovviamente a batteri, funghi e miceti, che possono essere responsabili di uno stato infiammatorio, sia interno che esterno, riconducibile a vulvovaginite.

  • Cause fisiche

In alcuni casi, le infiammazioni vulvovaginali sono causate anche da rapporti sessuali troppo repentini e che non diano il tempo alle mucose di autolubrificarsi adeguatamente.

Anche uno stile di vita troppo sedentario o l’abitudine a indossare indumenti intimi stretti e sintetici possono provocare bruciori e arrossamenti; allo stesso modo l’abitudine a utilizzare per periodi troppo prolungati assorbenti interni o proteggi-slip può provocare l’insorgenza di patologie vulvovaginali.

La mancanza di ossigenazione delle mucose, lo sfregamento continuo e il contatto diretto con tessuti non naturali o con tinte non completamente atossiche, così come l’utilizzo di prodotti cosmetici aggressivi (quali sbiancanti, deodoranti, tinte intime) o l’impiego di dispositivi a scopo contraccettivo (creme spermicida, diaframmi o spirali) possono poi essere altre delle cause più frequenti di vulviti e vaginiti.

  • Cause psicologiche

Infine, prendiamo brevemente in considerazione le eventuali cause più aleatorie e, da un certo punto di vista, più difficili da risolvere: l’apparato riproduttivo femminile, in effetti, è talmente complesso da interagire anche col sistema nervoso.

È perciò plausibile che vulvovaginiti e, in generale, alcune delle più frequenti infiammazioni degli organi riproduttivi femminili possano essere ricondotti a cause anche di tipo psicologico ed emotivo, solitamente collegabili a stati di frustrazione, depressione e insoddisfazione sessuale.

Rimedi per lenire la vulvovaginite:

Per approntare terapie efficaci e risolutive del problema, è opportuno provvedere il prima possibile alla sua diagnosi.

Ai primi sintomi, è consigliato fissare un immediato controllo dal ginecologo, l’unico in grado di poter verificare la reale presenza di vulvovaginiti, rintracciandone anche le ipotetiche cause e approntando, dunque, una terapia adeguata.

La tipologia di cura, infatti, dipenderà dal fattore principalmente responsabile della patologia: nelle forme più leggere e localizzate, ad esempio, sarà sufficiente approntare terapie brevi e topiche, tramite detergenti, lavaggi, creme o ovuli specifici.

In caso di infezioni batteriche di maggiore entità, invece, sarà consigliabile seguire un trattamento antibiotico, antinfiammatorio o cortisonico; antimicotici e antifungini, infine, saranno prescritti esclusivamente in caso di vulvovaginiti provocate dalla colonizzazione di funghi e micosi.

Solitamente, durante la terapia, sono consigliati anche alcuni accorgimenti pratici, quali astensione completa dai rapporti sessuali, abbigliamento intimo in cotone (possibilmente bianco), assunzione per via orale o topica di fermenti lattici che ristabiliscano la flora batterica, la programmazione di una dieta equilibrata che contempli l’assunzione di almeno 2 litri di acqua naturale al giorno (possibilmente bevuta a temperatura ambiente), pochi zuccheri e pochi latticini e più adeguati stili di vita (cercando, ad esempio, di non restare troppo a lungo sedute con le gambe accavallate).

Come prevenire e come curare la vulvovaginite:

Crema lenitiva per vulvovaginite

Per i soggetti più sensibili a tali forme infiammatorie è anche possibile suggerire alcuni accorgimenti da adottare con costanza, al fine di normalizzare la sensibilità nei confronti di tali fastidiosissime infiammazioni.

Ovviamente, suggerire comportamenti sessuali sani, proteggendosi, ad esempio, mediante l’uso abituale del profilattico è il primo consiglio da dare a tutte le donne sessualmente attive.

Mangiare yogurt o applicarlo direttamente sulla zona pelvica mediante impacchi topici notturni può essere un altro escamotage pratico, molto semplice da eseguire; infine
abolire l’utilizzo di slip e pantaloni eccessivamente succinti, in tessuto sintetico e ridurre, per quanto possibile, l’utilizzo di assorbenti (esterni e interni) e proteggi-slip non naturali possono rappresentare utili consigli da seguire.

Oltre a questo, ogni donna potrà provvedere alla salute e alla cura di vulva e vagina scegliendo con estrema attenzione ogni prodotto detergente o cosmetico che verrà utilizzato o applicato nella quotidianità e nel privato.

Sarà dunque sempre assolutamente necessario controllare le etichette che riportano la nomenclatura degli ingredienti e degli eccipienti compresi in composizione, affidandosi a prodotti naturali, dermatologicamente controllati, non aggressivi e altamente tollerati, applicandoli con costanza, preferibilmente la sera, prima di coricarsi, in modo tale che la posizione stesa permetta di un completo assorbimento degli eccipienti.

La terapia che verrà eventualmente assegnata dal medico o dal ginecologo andrà seguita con attenzione per tutta la durata prevista; oltre agli eventuali farmaci da assumere per bocca o per applicazione topica prescritti con ricetta medica, quasi certamente verranno consigliati lavaggi e creme specifiche.

Vediamo, dunque, quali sono le migliori creme per curare e prevenire le vulvovaginiti disponibili attualmente, concentrando l’attenzione su quelle ad ampio spettro e che non necessitano di ricetta medica e, perciò, acquistabili ovunque, anche online.

Classifica delle migliori creme per vulvovaginite:

Crema per vulvovaginite migliore

 

  • Kolorex intimo – Miglior crema per vulvovaginite

KOLOREX INTIMO CR VA30ML+6CANN
  • Crema vaginale naturale tubo da 30 ml con 6 applicatori monouso; a base di estratto di Pseudo Wintera colorata, Aloe barbadensis e Tea tree oil

Partiamo da questa crema prodotta da un’azienda esordiente che pone la qualità dei propri trattamenti al primo posto nell’ordine delle priorità e che, anche in virtù di ciò, presenta il prezzo più alto di vendita.

Si tratta di un fluido contenuto in un tubo da 30 ml e che, all’interno della confezione, comprende anche 6 applicatori monouso: dispositivo medico contro le infezioni micotiche, è un valido aiuto nella cura e nella prevenzione di bruciori, pruriti e arrossamenti da vulvovaginite, con qualità riequilibranti, emollienti, rinfrescanti e lenitive.

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Questa crema si presenta in quantità sufficiente a 25 applicazioni ed è dotata di cannula per l’inserimento diretto in vagina.

Molto utile in caso di vulvovaginiti batteriche, è un prodotto completamente naturale che, grazie ai principi attivi, permette di ridurre rapidamente le perdite e ristabilire i corretti valori di pH.

Perfetto anche come prevenzione e ideale per pelli sensibili.

  • Celegyn

Nathura Celegyn - Crema 30 Ml
  • Utile in caso di quali secchezza, prurito, irritazione e infiammazione

È una delle creme più rinomate e costose per quanto riguarda la terapia delle vulvovaginiti: è un prodotto 100% naturale, con alte percentuali di acido ialuronico arricchito di principi attivi naturali lenitivi ed emollienti che aiutano a ristabilire le naturali difese immunitarie, creando una resistente barriera intima contro le aggressioni patogene.

Favorisce anche l’idratazione e la naturale lubrificazione intima; data la sua delicatezza e l’alta tollerabilità, può essere utilizzato anche per periodi di tempo prolungati.

  • Gyno-Canesbalance

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Crema in gel specifica per le vulvovaginiti di origine batterica: uno dei prodotti più frequentemente consigliati da ginecologi e specialisti.

Si presenta in una comoda confezione che prevede la dotazione di 6 flaconi monodose, dotati di applicatore.

Svolge un’azione antalgica e preventiva, lenendo le infiammazioni e alleviando le irritazioni, allo stesso tempo ripristinando perfettamente la flora batterica e il pH delle mucose.

La sua composizione naturale è arricchita da acido lattico (che contrasta gli odori) e da glicogeno (che supporta la proliferazione dei lattobacilli): un prodotto di qualità professionale che fa parte di un’intera linea dedicata alle patologie femminili intime e di cui fa parte, ad esempio, Gyno-Canestest, il pratico test diagnostico domestico per verificare la reale presenza di infezioni batteriche.

  • Saugella gel di attiva

In una classifica dedicata alla salute intima femminile non può mancare un richiamo ai prodotti Saugella, leader storico del settore.

In ambito di terapia vulvovaginali suggeriamo questo gel con pH 5,5, la cui confezione si distingue per il colore verde.

Il gel fonda i propri principi rinfrescanti, lenitivi e antibatterici sulla presenza in composizione di acido lattico e timo che svolge un’azione anche deodorante.

Un gel particolarmente fresco, leggero e assolutamente non oleoso.

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  • Crema Intima Idratante e Lenitiva di Vagisil aiuta a lenire rapidamente la sensazione di prurito intimo e previene le irritazioni. Ipoallergenica, rispetta il pH fisiologico

Nell’ambito delle creme per vulvovaginite più popolari, commerciali ed economiche proponiamo questa di Vagisil che possiede in composizione tutti i requisiti di un ottimo prodotto.

Si tratta di un crema intima idratante e lenitiva, a base di avena prebiotica naturale: aiuta, dunque, a prevenire e curare i bruciori e i fastidiosi pruriti intimi connessi con diverse patologie.

Ipoallergenica e altamente tollerata, crea una barriera protettiva a lunga durata che salvaguarda le mucose dalle aggressioni patogene.

  • Alkagin

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  • GEL INTIMO Coadiuvante nella prevenzione di prurito, bruciore ed arrossamento delle parti intime

Gel lenitivo intimo di tipo economico, ma di elevata qualità e molto apprezzato dalle clienti.

Completamente naturale e privo di sostanze tossiche e metalli, risulta un trattamento estremamente delicato ma efficace al 100% contro bruciori, arrossamenti e irritazioni causate dalla vulvovaginite.

L’estratto di giglio dona immediato beneficio ed è in grado di alleviare e dare sollievo anche in condizioni mediamente acute.

Appartiene a una linea completa: questo gel lenitivo è contraddistinto dal colore rosa del packaging e da pH leggermente alcalino, ma in base al tipo di pelle e agli eventuali diversi sintomi sarà possibile scegliere anche tra la versione di colore verde (con complesso antimicrobico e con pH acido) e quella caratterizzata dal colore blu (con pH fisiologico, ad azione emolliente e idratante, specifica per pelli sensibili).

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